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![]() *Siamo andati nel futuro,di 5 anni* Gli studenti si riscaldavano nelle loro sciarpe nell'aria invernale che ormai era giunta ad Hogwarts. Qualcuno lanciò un'occhiata impaziente al treno che avevano lì davanti, un treno molto strano. Quasi del tutto scarlatto, era un mezzo di trasporto a vapore, con molti vagoni, sipre di color rosso, attaccati fra di loro. Sulla locomotiva principale vi era una grossa scritta a lettere eleganti:"Hogwart's Express". E sopra di essa c'era un oggetto del tutto fuori dal comune, come se fosse stato aggiunto di recente. Era un grande, rotondo orologio dorato, con le lancette perplacee e i numeri colorati di quattro colori diversi: dalle 12 alle 3 le stanghette erano scarlatte, dalle 3.1 alle 6 erano blu scuro, dalle 6.1 alle 9 erano gialle e dalle 9.1 alle 11.59 erano verdi. Oltre a quell'orologio piuttosto strano, su ogni ruota del treno era stato aggiunto altri piccoli contatipo, anche se questi avevano una specie di collanina attorno. Un magro uomo dall'aria malata, con sottili baffi e capelli tra il castano e il grigio, nonostante la giovine età, si fece avanti e guardò l'enorme contatipo. <> disse ad un altro uomo lì vicino. Pareva avere una cinquantina d'anni, anche se il volto era scavato dalle rughe e portava sul naso adunco un paio di occhiali rettangolari. <> fu la secca risposta. <> L'uomo chiamato Rius sospirò e si voltò verso la massa di studenti infreddoliti. <> I ragazzi si scambiarono occhiate eccitate e iniziarono a salire sul treno, chiaccherando allegri. Quando anche l'ultimo bagaglio fu caricato e l'ultimo ragazzo ebbe chiuso l'ultimo sportello aperto, Rius guardò il collega e disse:<> I due salirono sul treno pullulante di studenti. Il grande orologio segnava le 15.59, e i secondi scorrevano sulla rispettiva lancetta, che passava con fare lento ma anche veloce. Quaranta secondi. Rius Lupin e Gianmarco Thompson attraversarono uno dei corridoi, cercando di raggiungere lo scompartimento dei professori, ma con grande difficoltà. I ragazzi di tutte le Case si litigavano fra di loro per avere uno scompartimento proprio. Trenta secondi. Finalmente, i due professori entrarono dove volevano. Era una piccola stanza, con due lunghe e comode panche rimbottite di cuscini, e una ringhiera posta sopra le panche per sorreggere i bagagli. I due professori presero una piccola bacchetta di legno a testa dalle rispettive tasche, le puntarono sui propri bagagli e dissero:<> Le valige si librarono da terra, proprio mentre questa iniziava a triare. Quindici secondi. Il professor Lupin mise la testa fuori dallo scompartimento e filò velociente verso la carrozza principale. Prese un megafono, e disse:<> Detto questo, corse velociente nel suo scompartimento e si mise seduto. Cinque secondi. I due professori si allacciarono velociente la cintura intorno al busto, e lanciarono un incantesimo sui bagagli per farli stare fermi. Tre secondi. Due. Uno. La lancetta dei secondi si posò sulle dodici, mentre quella dei minuti sopra quella delle ore, che segnava le 16.00 precise. Il treno si mosse violentiente. Si udirono vari strilli e molti tonfi: evidentiente i bagagli degli studenti erano caduti dalle ringhiere. Un attimo prima che il cielo fuori divenisse un turbine di immagini grigiastre che pareva un uragano, accanto a Lupin e Thompson apparve dal nulla, con un sonoro crac, un uomo dai capelli unticci e dal naso adunco, con la pelle olivastra e gli occhi scuri come l'ebano, anche se erano privi di qualsiasi calore umano. Indossava lunghe vesti lugubri, che svolazzarono qua e là. Il treno decollò. Chi era fuori vide soltanto un lampo giallo, e poi l'aggeggio scomparve. Il professor Severus Piton, l'uomo che era apparso dal nulla, non essendosi messo la cintura ed essendo ancora in piedi, cadde violentiente sul pavimento. Cercò inutilmente di rimettersi in piedi, ma il treno ancora si muoveva troppo violentiente. Dovette così aspettare fra le due paia di scarpe dei colleghi, in attesa fiduciosa che il treno prendesse un po' di calma. Passò quasi un minuto, e finalmente accadde. Piton si rialzò. <> borbottò il professore, con un tono strano nella voce. Gli studenti boccheggiavano, slacciandosi la cintura. Qualcuno imprecò, rimettendo il proprio bagaglio sulla ringhiera, qualcun altro scoppiava a ridere alla vista di un compagno che aveva ricevuto una 'bagagliata' in testa. Il viaggio fu piuttosto tranquillo. L'enorme orologio posto sopra la scritta 'Hogwart's Exrpess' aveva le lancette come impazzite: tutte e tre andavano ad una velocità strabiliante, in avanti. Le catenine incollate alle ruole tintinnavano allegramente, anche se non molti le udivano. Intorno al treno c'era una specie di uragano azzurro-grigio, e ogni tanto si scorgevano bizzarre creature rettiline di colore giallo. Gli studenti chiaccheravano tranquillamente fra di loro, mentre i professori e i Prefetti andavano qua e là sgridando chi faceva malefatte. Il professor Piton fu particolarmente cattivo con alcuni alunni. Finalmente, il treno rallentò l'andatura dopo un'ora e mezza circa, anche se pareva essere passato molto più tipo. Da fuori le finestre si iniziò a scorgere il cielo. Lupin si precipitò nella locomotiva principale per dire agli studenti di riallacciarsi le cinture, ma arrivò troppo tardi. Con una violenta scossa, il treno atterrò sul futuro binario di Hogsmeade, e stavolta parecchi studenti caddero, e altrettanti bagagli si rovesciarono sulle loro teste. Piton, che si era adeguatamente messo la cintura, disse in tono beffardo al professor Thompson, caduto ai suoi piedi:<>. Il Preside ricambiò con un borbottio irritato. Molti studenti scesero dal treno, trasportandosi dietro i loro bagagli. Finalmente, erano arrivati. Gli studenti appena scesi dal treno si guardarono intorno con aria perplessa. Non era esattamente l'aspetto che pensavano di trovare. Una nebbiolina leggera vi era dapertutto, nascondendo luoghi in lontananza, ma era chiaramente visibile un'Hogsmeade a dir poco trascurata. La stazione aveva assi di legno penzolanti, e l'insegna che ospitava il nome del villaggio era stata barbaramente staccata. Poco più in là, si intravedeva La testa di porco, anche se l'ingresso e le finestre erano state coperte da grossi assi di legno ficcati sulle pareti con possenti chiodi, e il cinghiale, che di solito stava sopra la porta, era scomparso. Ancora più in là si vedeva Mondomago, e, anche se era aperto, non dava molta impressione che stesse facendo buoni affari. Non era certamente il luogo più felice del mondo. Incerto, il professor Rius Lupin si scambiò un'occhiata perplessa con i colleghi Gianmarco Thompson e Severus Piton. Questi due fecero spallucce, ma Piton aveva una brutta sensazione. Lupin prese la bacchetta e la puntò verso il cielo, sparando qualche scintilla di vario colore. Gli studenti si avvicinarono al professore, incerti. <> Avanzò, con gli studenti dietro di sé e Piton e Gianmarco che chiudevano il corteo. Camminarono attraverso la nebbia per un quarto d'ora, nella strada principale di Hogsmeade. Qua e là, si vedevano facce spaventate di mercanti, anche se era più frequente vedere un negozio sbarrato e chiuso. Finalmente, dalla nebbia spuntò l'ombra del cancello che portava dritto a Hogwarts. Eppure, mentre camminavano sul sentiero roccioso, la nebbia non parve scomparire, e gli alberi sibravano tristi e minacciosi. Dopo qualche minuto di passeggio - tra cui qualcuno anche sbuffò per lo sforzo di portarsi dietro i bagagli -, Lupin mosse violentiente la bacchetta, e le scintille si triplicarono. Nell'aria si udì un rumore lontano, e il professore riscosse il ramoscello di legno. Solo allora gli studenti capirono perchè. Dall'ombra, spuntò una donna ben nota a tutti i presenti. Era alta, con i capelli grigi stretti in un chignon, e indossava un mantello color smeraldo. Gli occhi, che parevano quelli di un felino, erano incorniciati da occhiali squadrati, e avevano tutta l'aria di stare per cedere al sonno. Minerva McGranitt di cinque anni più vecchia sorrise ai ragazzi. <> <> fu la risposta del professore. <> <> tagliò corto la McGranitt. <> aggiunse a mezza voce. I ragazzi seguirono la professoressa McGranitt lungo i giardini ben noti, e finalmente si ritrovarono davanti alla tanto conosciuta porta d'Ingresso. La Sala era molto ospitale e calda, a differenza di fuori. Dal soffitto si scorgevano delle lucine che in molti identificarono come fate; al centro della Sala d'Ingresso, però, vi era un oggetto del tutto fuori dal comune, messo lì a casaccio. Era un enorme Avversaspecchio, con il vetro ad entrambi i lati, dove si vedevano scure ombre muoversi; c'erano delle decorazioni sul bordo della cornice, e una lunga scritta runica da una parte, e un'altra latina dall'altra. La McGranitt ignorò le facce stupite dei ragazzi. <> disse severa. <> E detto questo, scomparve. I professori Thompson e Piton si scambiarono uno sguardo cupo, poi andarono da Lupin. Piton gli chiese:<> Il collega incrociò lo sguardo del professore di Pozioni; nei suoi occhi c'era un velo di timore e dubbio, un velo che Piton non aveva mai visto. Lupin sospirò e, annuendo, mormorò:<> "Incombe il fuoco della morte." Minerva McGranitt attraversò la Sala Grande velociente pensando a questo, qualche minuto dopo, con gli studenti ospiti che le camminavano dietro silenziosi. Si sitiò gli occhiali, fece il giro del Tavolo degli Insegnanti e prese posto sul Trono del Preside, mentre gli studenti appena arrivati si sedevano sui rispettivi tavoli. Qualcuno di loro si alzò, cercando il proprio sé stesso fra cinque anni, ma furono richiati severamente da Thompson e Piton. La McGranitt, che si era curvata per scambiare qualche parola con un collega, si alzò, sorridendo stanca a tutti i nuovi e soliti studenti. <> lanciò uno sguardo al collega con cui stava parlottando poco prima. <<...problii.>> Il sorriso malinconico scomparve. <> Qualcuno sospirò. Una ragazza scoppiò in lacrime. Dal tavolo dei professori, si alzò un uomo, che indossava un lungo manto nero, ed aveva due occhi scuri, capelli unticci e leggermente grigiastri, e un naso adunco. Severus Piton di cinque anni più vecchio si avvicinò a quello più giovane, gli sussurrò qualcosa nell'orecchio ed entrambi uscirono dalla Sala. Cenarono, anche se non nel modo allegro e chiassoso che conoscevano gli studenti del passato, poi vari professori accompagnarono tutti gli alunni ai rispettivi dormitori. E in molti si fermarono a chiaccherare su ciò che era successo, anche se non ci avevano capito un'hacca. La mattina dopo, gli studenti del passato rimasero a dormire fino a tardi, mentre gli altri si dirigevano nelle rispettive lezioni che avevano. Verso l'ora di pranzo, i dormiglioni scesero per mangiare con occhioni gonfi e stanchi. La nebbia non era ancora andata via, e scendeva dal soffitto incantato con un'aura sinistra. Dopo pranzo, mentre i ragazzi del futuro si dirigevano per le lezioni pomeridiane, i professori Thompson e Lupin aprirono vari quiz per gli studenti del passato, e quando fu il turono di Piton, molti di loro si ritrovarono a dover lavorare in maniera ardua. Verso l'ora di cena, quando anche gli studenti del futuro erano giunti, accadde un fatto molto strano. Dalle finestre spuntarono un centinaio di gufi che si recavano da ogni padrone; lo scenario poteva anche passare inosservato, se non fosse per il fatto che era sera. <> chiese Lupin alla McGranitt. Lei scrollò le spalle, e inforchettò una patata arrosto. <> Ingoiò la patata. Qualcuno prese una lettera di una famiglia e l'aprì. Due o tre studenti ricevettero un pacco. L'unica che ricevette La Gazzetta del Profeta fu la McGranitt. Andò alla ricerca di qualche articolo, e, quando ebbe finito di leggere, si accorse che gli studenti del futuro la fissavano, avidi di sapere. Gli alunni del passato si guardarono intorno incuriositi. La McGranitt si alzò e andò ad una pagina. Quando l'ebbe trovata, si puntò la bacchetta sulla gola, mormorando <> e incominciò a leggere:<> La McGranitt sospirò. Andò in un'altra pagina del giornale, lesse veloce mentalmente, poi rilesse a voce alta:<> Andò avanti di alcune pagine, e si fermò di botto:<> La professoressa McGranitt sospirò. Quasi tutti gli studenti del futuro iniziarono a parlottare, mentre quelli del passato erano totalmente sbalorditi. Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato? Perchè parlavano di lui? Era forse tornato? Lupin si alzò dal proprio posto e andò a confabulare con la McGranitt. Vi rimase per quasi quattro minuti. Quando ebbe finito di parlare, gli studenti videro il suo volto pallido e sudato. Era come tievano. Il Signore Oscuro era risorto. La McGranitt aveva letto Il Profeta perchè ogni volta che arrivava un gufo con il giornale - ogni mercoledì, giovedì e sabato, cioè - esso portava una sola copia, per ordine del Ministero, per impedire che i gufi si perdessero o andassero a sbattere contro qualche cosa, vista la nebbia provocata dalla presenza dei Dissennatori. Quella copia andava alla Vice-Preside, che leggeva ad alta voce tutti gli articoli interessanti. Poi veniva lasciata sul Tavolo degl Insegnanti, dove chiunque poteva consultarla. Subito dopo la lettura del giornale,mentre Rius Lupin,stava per uscire dalla sala grande,qualcuno fece cadere l'avversaspecchio presente nella sala,che si frantumò in mille pezzi. Subito dopo la sala diventò cupa,dall'avversaspecchio erano arrivati i Mangiamorte. Un lungo combattimento dove i professori del futuro e del presente cercarono di proteggere gli alunni. Il combattimento non cessava,erano moltissimi,così il professor lupin diresse tutti gli alunni verso il treno,per ripartire verso il presente,mentre i professori del futuro rimanevano a combattere i mangiamorte rimanenti. Cosa sarà successo ai professori del futuro? Sarà andato tutto bene? Tra 5 anni Colui-che-non-deve-essere-nominato sarebbe risorto,cosa avrebbero fatto i professori? Il ritorno di Voldiort è fissato per il 20 Luglio! ![]() Site ©Copyright 2005-2008 Scuoladimagia.net Layout ©
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